Quando i romani si insediarono nella zona rispondente all'attuale Inghilterra, marcarono il territorio ergendo il famoso "Vallo di Adriano", una fortificazione in pietra che l'imperatore romano Adriano fece costruire nella prima metà del secondo secolo d.C. a difesa della provincia romana in Britannia dalle popolazioni provenienti dal nord dell'Inghilterra e dalla Scozia.
In questo scenario, è facile immaginare quanto la presenza dei romani in quella zona abbia condizionato vicende e situazioni nel periodo della loro permanenza ed anche in relazione agli avvenimenti futuri.
Una di queste vicende può aver riguardato la storia di Re Artù, una delle più importanti figure legate alle leggende della Gran Bretagna.
Per molti secoli è stata trasmessa l'immagine di Re Artù e di tutti gli avvenimenti connessi ai Cavalieri della Tavola Rotonda, ma anche a Lancillotto, Ginevra e Merlino, in relazione al periodo medievale britannico.
E se invece Re Artù fosse stato un valoroso comandante di una legione romana impegnata in Inghilterra? E se i mitici Cavalieri della Tavola Rotonda fossero stati i prodi combattenti a cavallo, con tanto di armature e spade lucenti, provenienti dall'Ucraina al comando di Roma?
E' una delle ipotesi presentate da alcuni storici esperti del periodo nel quale i romani hanno manifestato la propria presenza in Gran Bretagna.
La più avvalorata di queste ipotesi riguarda un personaggio in particolare che avrebbe rappresentato la figura storica alla base di Re Artù: Lucius Artorius Castus (Lucio Artorio Casto) vissuto durante il secondo secolo d.C. e condottiero romano definito "dux leg cohortium alarum Britaniciniarum".
Membro della gens Artor e originario della Campania, Lucius Artorius Castus divenne, dopo essere stato centurione di due legioni, prefetto della "VI legione Vincitrice" (Legio VI Victrix), dislocata nella provincia romana di Britannia intorno al 122 d.C.
Lucio Artorio Casto, stanziato con un contingente di cavalieri Sarmati, si rese protagonista in diverse campagne e combattimenti e acquisì successivamente il titolo di "dux", titolo riservato a quei personaggi distintisi in imprese eccezionali.
I Sarmati, provenienti dalla zona degli Urali, erano degli esperti cavalieri che combattevano con spada lunga e divennero famosi come cavalieri pesanti con tanto di armature ed elmi. I Sarmati furono alleati dei romani per combattere le popolazioni barbare nemiche di Roma e soprattutto vennero inviati in Britannia a difesa del "Vallo di Adriano". I cavalieri Sarmati presentavano molti aspetti in comune con la tradizione arturiana, come la devozione per la spada (la spada infilata a terra rappresentava il loro culto tribale), i draghi come vessilli (il simbolo del drago utilizzato da Artu) e gli sciamani che celebravano le cerimonie religiose con tanto di inalazione di vapori allucinogeni (probabilmente come Merlino).
La connessione tra i Cavalieri della Tavola Rotonda (i cavalieri Sarmati), Re Artù (Lucius Artorius Castus), gli sciamani (Merlino) e i fatti storici avvenuti in Britannia nel periodo di dominazione romana fa in effetti considerare questa ipotesi come storia e non soltanto come leggenda.
Anche altri personaggi romani, oltre a Lucio Artorio Casto, sono stati presi in considerazione da alcuni storici come probabili rispondenti alla figura di Re Artù ed in articolare: Magno Massimo, Riotamo e Ambrosio Aureliano.
Magno Massimo fu un generale romano, comandante in Britannia, che si proclamò imperatore nel 383 d.C. sconfiggendo ed uccidendo l'allora imperatore d'Occidente Graziano dopo aver attraversato la Manica ed esser giunto in Gallia con il suo esercito.
L'analogia consisterebbe nel fatto che anche Artù avrebbe attraversato il mare e combattuto l'esercito imperiale.
Riotamo (anche Riotimo o Rigotamo), definito dalle fonti antiche come "Re dei Bretoni" (inteso però come sovrano della Britannia e non della regione francese della Bretagna), visse nel quinto secolo d.C. e avrebbe attraversato la Manica, su ordine dell'imperatore d'Occidente Antemio, al comando di 12.000 guerrieri per sedare le rivolte dei Bretoni e dei Visigoti in alcune zone della Francia.
Anche Artù si sarebbe recato in Gallia per venire in aiuto di un imperatore romano e per porre fine ad una rivolta.
Ambrosio Aureliano (Ambrosius Aurelianus, anche Aurelius Ambrosius) fu un importante e riconosciuto comandante romano-britannico in Britannia e si rese famoso per le sue campagne contro i Sassoni. Secondo una fonte (De Excidio Britanniae), Ambrosius Aurelianus scampò ad un'invasione e assunse poi il comando dei Britanni rimasti guidandoli nella successiva vittoria contro i Sassoni.
Sempre secondo il "De Excidio Britanniae", Ambrosio Aureliano avrebbe avuto una discendenza legata direttamente ad un imperatore romano.
Una fonte metterebbe in relazione Ambrosio Aureliano con la figura di Artù.