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Con l’app iTunes “Tesori in un palmo di mano” è possibile conoscere il territorio relativo alla Provincia di Roma, visitando le antiche strade consolari romane per ritrovare i tesori d’arte ed archeologici, i borghi dall'incanto antico, i naturali splendori, le eccezionali usanze enogastronomiche e una ospitalità festosa.

I “tesori” mostrati nella app di iTunes sono 186 e sono collocati lungo le vie consolari romane che sono le seguenti: Appia, Ardeatina, Aurelia, Cassia, Claudia Braccianese, Flaminia, Latina, Nomentana, Portuense, Prenestina, Salaria, Severiana, Tiburtina.

Le mappe interattive e ingrandibili, con individuazione della posizione dell’utente e utilizzabili in modalità offline, sono dinamiche e mostrano gli itinerari descritti e i luoghi di interesse, incluse le informazioni turistiche e sul patrimonio di Roma.

L’app iTunes è arricchita da video e da un’importante galleria fotografica oltre che da filtri di ricerca e da diverse personalizzazioni come salvare in appunti e in preferiti.


La nuova applicazione iR Churches disponibile per iPod Touch e iPhone e fornita da App Store consente di avere sempre con se un’ottima guida riguardante sculture, dipinti, affreschi e opere d’arte a Roma.

Sono circa 270 le chiese di Roma che custodiscono i capolavori disponibili per l’applicazione iR Churches, che presenta le seguenti caratteristiche:

  • Oltre 600 artisti descritti tra cui Michelangelo, Caravaggio, Borromini, Berini, Manzù
  • Più di 270 schede complete di informazioni pratiche (tra cui indirizzi e orari), descrizione, curiosità e foto, trasporti pubblici
  • 29 percorsi tematici che guidano all’esplorazione delle basiliche, chiese barocche, gotiche e medievali di Roma e dei rioni di romani. L’applicazione iR Churches  su Roma costituisce inoltre un’ottima fonte di orientamento per  futuri sposi alla ricerca della chiesa ideale per consacrare l’evento; uno dei percorsi tematici, infatti, è dedicato proprio alle più belle chiese per matrimoni a Roma
  • Ricerca libera con iR Churches
  • Ricerca per artista
  • Mappa offline
  • Compatibile con il Multitasking


Che Alberto Sordi avesse i genitori rispettivamente di Valmontone (cittadina a sud-est di Roma) e di Sgurgola (in provincia di Frosinone) potrebbe sorprendere i più e soprattutto coloro che hanno riso sulla famosa battuta di un film in cui il nostro Albertone nazionale derideva gli abitanti dei paesi intorno a Roma che portavano le uova nella capitale, forse un modo per lui non proprio simpatico di ricordare le proprie origini ;-)

Roma è da sempre città riconosciuta per aver ospitato persone provenienti dai più disparati angoli del mondo e in particolare nei primi decenni del XX secolo molti abitanti delle varie zone e regioni italiane hanno scelto la città eterna come propria dimora.

Non fuggono a questo fenomeno quei personaggi, più o meno popolari, comunemente riconosciuti come rappresentanti della romanità e che invece hanno origini diverse da quelle di Roma anche se spesso associati all’appellativo di “Romano de Roma”.

Le origini di Gigi Proietti riguardano la zona di Terni e Rieti, mentre Segni lega la cittadina laziale ai genitori di Giulio Andreotti. Il grande doppiatore Ferruccio Amendola (padre dell’attore Claudio Amendola) nacque a Torino, così come la città natale di Nino Manfredi fu Castro dei Volsci in provincia di Frosinone che è la stessa provincia di Fontana Liri che diede i natali a Marcello Mastroianni. Curioso anche conoscere le origini molisane di Antonello Venditti, quelle piemontesi di Carlo Verdone e la discendenza marchigiana di Renato Zero.


Grazie al fantastico lavoro realizzato con l’utilizzo della grafica tridimensionale è possibile visitare la Cappella Sistina comodamente da casa davanti al proprio PC.

Un tour virtuale in 3D guida il visitatore attraverso le immagini di ottima qualità della Cappella Sistina con la possibilità si spostarsi in tutte le direzioni attraverso l’uso del mouse ed uno zoom che consente una visione panoramica e dei particolari degli affreschi realizzati da Michelangelo Buonarroti e da alcuni altri grandi artisti come Pinturicchio, Luca Signorelli, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Piero di Cosimo, Domenico Ghirlandaio che hanno contribuito alla realizzazione di una serie di affreschi presenti sulle pareti della Cappella Sistina.

Sul sito del Vaticano la Cappella Sistina in 3D.

Tour Virtuale della Cappella Sistina in 3D


Bruno Seghettini, socio del Racing Club di Parigi (storica società polisportiva francese fondata nel 1882 a Parigi), si recò nella sede della Società Sportiva Lazio nei primissimi mesi della sua fondazione per spiegare e raccontare ai soci laziali cosa fosse il football, il nuovo sport che era nato in Inghilterra già da qualche anno. I laziali risposero con grande entusiasmo ed iniziarono subito a praticare questa nuova disciplina sportiva nel campo di Piazza d’Armi, nei pressi di Piazza Mazzini a Roma, attirando così sempre più appassionati sportivi del gioco del calcio. Gli sportivi laziali furono così entusiasmati dal football che si dedicarono intensamente agli allenamenti e superarono ben presto il maestro Bruno Seghettini anche grazie alla loro preparazione atletica in quanto quasi tutti erano praticanti marciatori, velocisti e mezzofondisti.

La Società Sportiva Lazio venne fondata a Roma da 9 ragazzi romani appassionati di sport che diedero così vita, capitanati dal bersagliere Luigi Bigiarelli, a quella che ancora oggi è la più grande polisportiva d’Europa con 37 discipline sportive. La fondazione della Società Sportiva Lazio avvenne il 9 gennaio 1900 come società podistica in Piazza della Liberà che si trova nel rione Prati a Roma. Il simbolo scelto fu quello dell’aquila romana, emblema delle legioni romane, mentre come colori vennero scelti il bianco ed il celeste in onore alla bandiera della Grecia, patria dei giochi olimpici. Il nome Lazio fu scelto per comprendere un ambito più vasto che includesse sia Roma che la terra da cui i romani ebbero origine, ovvero l’antica terra dei latini, ed anche per rispetto nei confronti della già esistente Società Ginnastica Roma che era stata fondata nel 1890.

Non essendoci in quegli anni altre società sportive che praticavano il gioco del calcio a Roma, la Lazio disputò i primi incontri con dei seminaristi scozzesi presenti a Roma che trasmisero ai giocatori laziali il concetto di gioco collettivo di squadra come alternativa alle giocate individuali.

Il primo derby che venne disputato a Roma fu nel 1902 tra la Lazio e la Virtus, società che venne creata da alcuni sportivi fuoriusciti dalla Società Sportiva Lazio a causa di dissidi interni, ed il risultato fu di 3-0 a favore della società capitolina bianco-celeste. Nel 1907 venne organizzato il primo torneo romano che la Lazio vinse, ancora ai danni della Virtus. Stesso successo venne conseguito dalla prima società calcistica capitolina nel torneo che venne organizzato nel 1910 tra le compagini romane di Lazio, Fortitudo, Roman e Juventus Roma.

Nel frattempo, anche altre nuove società sportive iniziavano a sorgere a Roma. Non esistono dati certi e documentabili su come nuovi club si siano formati a Roma e quale seguito di sportivi abbiano avuto, non risultano testimonianze dirette di chi faceva parte delle nuove società sportive formatesi nella capitale e si presume che si sia trattato di piccole realtà rionali. Nel 1903 venne fondata la sezione calcio della società Foot-Ball Club rinominata in Roman Football Club che aveva la sede ai Parioli e che disputava gli incontri al campo Due Pini, pur non ottenendo mai risultati importanti. Nel 1907 fu la volta dell’Alba, società romana che indossava una maglia bianco-verde e che aveva la propria sede presso un’osteria al quartiere Flaminio. L’Audace, con la quale successivamente l’Alba si fuse formando l’Unione Sportiva Alba Audace, fu una polisportiva fondata nel 1901 che attuò anche una fusione nel 1911 con l’Esperia, prima ancora che con l’Alba, ed è ancora oggi esistente con il nome di A.S. Audace e ha nel pugilato la sua disciplina principale. Nel 1908 fu fondata da un gruppo di frati la Società di Ginnastica e Scherma Fortitudo che aveva la propria sede nel rione Borgo e che nel 1926 assorbì la Pro Roma, società sportiva nata nel 1911 dalle ceneri del Club Sportivo Ardor, assumendo il nuovo nome di Società Fascista Fortitudo Pro Roma.

Le società sportive di Roman Football Club, Alba-Audace (fuse nel 1926) e Fortitudo-Pro Roma (fuse anche esse nel 1926) non riuscirono a conseguire importanti risultati sportivi nell’ambito del calcio e vennero così fuse nel 1927 in una nuova realtà con l’auspicio di conseguire risultati migliori: l’Associazione Sportiva Roma.

L’Associazione Sportiva Roma venne creata quindi nel 1927 dalla fusione di tre squadre, nate precedentemente dalla fusione di altre squadre capitoline ad esclusione della Foot-Ball Club, dall’abruzzese Italo Foschi che fu un calciatore, politico, dirigente sportivo italiano e all’epoca segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista. La costituzione della nuova società romana ebbe l’obiettivo di creare un’unica realtà calcistica nella capitale che però non riuscì a realizzarsi in quanto a tale progetto si oppose fortemente la Società Sportiva Lazio nella persona del generale della Milizia Fascista Giorgio Vaccaro che si rifiutò di accettare l’invito a fondersi anche essa nell'Associazione Sportiva Roma in quanto la Lazio era già forte di una propria storia ed identità avendo disputato diverse finali nazionali ed essendo stata fregiata del titolo di Ente Morale. L’esatta data di fondazione della Associazione Sportiva Roma è ancora oggi in discussione e si è incerti tra il 7 giugno e il 22 luglio 1927, così come non si hanno riferimenti certi sul luogo nel quale avvenne la ratifica di fusione, probabilmente presso l'abitazione dello stesso Italo Foschi.

I colori sociali che vennero scelti per la nuova società calcistica furono il giallo (tonalità oro) ed il rosso (tonalità porpora), che vennero ripresi dalla Roman Football Club che contribuì alla nascita della Roma. Come simbolo venne scelto quello della lupa capitolina su scudo bipartito. Sia il simbolo che i colori vennero scelti anche per richiamare l’interesse delle classi popolari che risiedevano nelle zone più intensive relative ai nuovi quartieri per fare in modo che la Roma avesse un seguito di tifosi maggiore rispetto a quelli della rivale Lazio. Tramite la fusione delle già esistenti squadre capitoline nell’Associazione Sportiva Roma, infatti, l’idea era quella di veicolare la propaganda fascista nel cuore dei ceti popolari romani. La Roma giocava le partite in casa presso lo stadio Testaccio, ubicato nell’omonimo rione.

Alla fine della seconda guerra mondiale la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) individuò nell'Alba una delle squadre che subirono dei soprusi durante il fascismo (fusione nella Roma per volere del Partito Nazionale Fascista) e consentì così ai vecchi soci dell'Alba di fuoriuscire dall’Associazione Sportiva Roma per poter ricostituire la società originale alla quale però venne accostato anche il nome di Trastevere e così la nuova squadra rifondata prese il nome di Alba Trastevere che riuscì, nel 1946, ad arrivare addirittura fino alla serie B.

Nel 1972 venne fondata a Roma una nuova squadra di calcio con il nome di Associazione Sportiva Lodigiani 1972 il cui titolo sportivo è poi stato rilevato nel 2004 dall’Associazione Sportiva Cisco Roma. Nel 2005, tuttavia, i vecchi dirigenti della Lodigiani ripresero lo storico nome utilizzando la denominazione Nuova Lodigiani e rinominandola nel 2008 in A.S.D. Lodigiani. Il campo della Lodigiani è attualmente quello della Borghesiana, mentre la Cisco Roma gioca le partite in casa nel quartiere di San Basilio.


Statua Il Pugilatore in Riposo a RomaPresso la Sala Zuccari del Palazzo Giustiniani a Roma una splendida opera raffigurante “Il Pugilatore in Riposo”, proveniente dal  Museo Nazionale Romano che ha la sede presso Palazzo Massimo.

La statua, testimonianza eccezionale di un’opera originale in bronzo e oggetto di numerosi studi, è stata variamente datata dalla fine del IV sec. a.C. al II sec. a.C. Il periodo nel quale fu creata, l’Ellenismo, era caratterizzato da una straordinaria padronanza delle tecniche nelle arti visive e letterarie.

La statua de “Il Pugilatore in Riposo”, in bronzo, venne alla luce, insieme con quella del c. d. Principe Ellenistico, nel 1885, a Roma, sul versante meridionale del Quirinale, durante i lavori per la costruzione  del Teatro Drammatico Nazionale, nell’area anticamente occupata dal complesso delle terme di Costantino, dove l’opera era stata trasferita come elemento di arredo.

Il personaggio, facilmente identificabile come pugile per i guantoni indossati, è colto nel momento successivo al superamento di uno scontro, seduto su una roccia, coi gomiti appoggiati sulle ginocchia e le mani raccolte, per riposare il corpo e la mente dalla snervante tensione del combattimento. Qualcosa richiama la sua attenzione inducendolo a girare la testa di lato.

E’ raffigurato in nudità atletica, ad eccezione di una sorta di sospensorio del membro virile, funzionale all’attività agonistica e segno di decoro. Dotato di spalle larghe e lunghe gambe e braccia, dimostra una predisposizione fisica per il pugilato, sport in cui era essenziale tenere a distanza l’avversario e scattare velocemente sulle gambe. Il torace è possente, anche se lo strato adiposo che fascia la vita mostra un certo appesantimento dovuto all’età. Anche la testa è quella di un uomo maturo che porta una barba ben curata, segno di dignità.

A differenza del corpo, che è illeso, il volto è ferito e tumefatto, coerentemente con la tecnica pugilistica antica che aveva proprio nel volto il principale bersaglio. Le orecchie appaiono talmente gonfie per i colpi subiti da suggerire danni all’udito. L’occhio destro è tumefatto, il setto nasale schiacciato e le narici ostruite dal sangue lo obbligano a respirare con la bocca. Ha cicatrici sulle labbra, il cui accavallamento indica probabile perdita ei denti. I baffi sembrano intrisi di sudore e di sangue. Dalle ferite su fronte, guance e orecchie alcune gocce di sangue sono colate sul braccio e sulla gamba destra, nel momento in cui l’uomo si è voltato da quella parte.


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