Bruno Seghettini, socio del Racing Club di Parigi (storica società polisportiva francese fondata nel 1882 a Parigi), si recò nella sede della Società Sportiva Lazio nei primissimi mesi della sua fondazione per spiegare e raccontare ai soci laziali cosa fosse il football, il nuovo sport che era nato in Inghilterra già da qualche anno. I laziali risposero con grande entusiasmo ed iniziarono subito a praticare questa nuova disciplina sportiva nel campo di Piazza d’Armi, nei pressi di Piazza Mazzini a Roma, attirando così sempre più appassionati sportivi del gioco del calcio. Gli sportivi laziali furono così entusiasmati dal football che si dedicarono intensamente agli allenamenti e superarono ben presto il maestro Bruno Seghettini anche grazie alla loro preparazione atletica in quanto quasi tutti erano praticanti marciatori, velocisti e mezzofondisti.
La Società Sportiva Lazio venne fondata a Roma da 9 ragazzi romani appassionati di sport che diedero così vita, capitanati dal bersagliere Luigi Bigiarelli, a quella che ancora oggi è la più grande polisportiva d’Europa con 37 discipline sportive. La fondazione della Società Sportiva Lazio avvenne il 9 gennaio 1900 come società podistica in Piazza della Liberà che si trova nel rione Prati a Roma. Il simbolo scelto fu quello dell’aquila romana, emblema delle legioni romane, mentre come colori vennero scelti il bianco ed il celeste in onore alla bandiera della Grecia, patria dei giochi olimpici. Il nome Lazio fu scelto per comprendere un ambito più vasto che includesse sia Roma che la terra da cui i romani ebbero origine, ovvero l’antica terra dei latini, ed anche per rispetto nei confronti della già esistente Società Ginnastica Roma che era stata fondata nel 1890.
Non essendoci in quegli anni altre società sportive che praticavano il gioco del calcio a Roma, la Lazio disputò i primi incontri con dei seminaristi scozzesi presenti a Roma che trasmisero ai giocatori laziali il concetto di gioco collettivo di squadra come alternativa alle giocate individuali.
Il primo derby che venne disputato a Roma fu nel 1902 tra la Lazio e la Virtus, società che venne creata da alcuni sportivi fuoriusciti dalla Società Sportiva Lazio a causa di dissidi interni, ed il risultato fu di 3-0 a favore della società capitolina bianco-celeste. Nel 1907 venne organizzato il primo torneo romano che la Lazio vinse, ancora ai danni della Virtus. Stesso successo venne conseguito dalla prima società calcistica capitolina nel torneo che venne organizzato nel 1910 tra le compagini romane di Lazio, Fortitudo, Roman e Juventus Roma.
Nel frattempo, anche altre nuove società sportive iniziavano a sorgere a Roma. Non esistono dati certi e documentabili su come nuovi club si siano formati a Roma e quale seguito di sportivi abbiano avuto, non risultano testimonianze dirette di chi faceva parte delle nuove società sportive formatesi nella capitale e si presume che si sia trattato di piccole realtà rionali. Nel 1903 venne fondata la sezione calcio della società Foot-Ball Club rinominata in Roman Football Club che aveva la sede ai Parioli e che disputava gli incontri al campo Due Pini, pur non ottenendo mai risultati importanti. Nel 1907 fu la volta dell’Alba, società romana che indossava una maglia bianco-verde e che aveva la propria sede presso un’osteria al quartiere Flaminio. L’Audace, con la quale successivamente l’Alba si fuse formando l’Unione Sportiva Alba Audace, fu una polisportiva fondata nel 1901 che attuò anche una fusione nel 1911 con l’Esperia, prima ancora che con l’Alba, ed è ancora oggi esistente con il nome di A.S. Audace e ha nel pugilato la sua disciplina principale. Nel 1908 fu fondata da un gruppo di frati la Società di Ginnastica e Scherma Fortitudo che aveva la propria sede nel rione Borgo e che nel 1926 assorbì la Pro Roma, società sportiva nata nel 1911 dalle ceneri del Club Sportivo Ardor, assumendo il nuovo nome di Società Fascista Fortitudo Pro Roma.
Le società sportive di Roman Football Club, Alba-Audace (fuse nel 1926) e Fortitudo-Pro Roma (fuse anche esse nel 1926) non riuscirono a conseguire importanti risultati sportivi nell’ambito del calcio e vennero così fuse nel 1927 in una nuova realtà con l’auspicio di conseguire risultati migliori: l’Associazione Sportiva Roma.
L’Associazione Sportiva Roma venne creata quindi nel 1927 dalla fusione di tre squadre, nate precedentemente dalla fusione di altre squadre capitoline ad esclusione della Foot-Ball Club, dall’abruzzese Italo Foschi che fu un calciatore, politico, dirigente sportivo italiano e all’epoca segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista. La costituzione della nuova società romana ebbe l’obiettivo di creare un’unica realtà calcistica nella capitale che però non riuscì a realizzarsi in quanto a tale progetto si oppose fortemente la Società Sportiva Lazio nella persona del generale della Milizia Fascista Giorgio Vaccaro che si rifiutò di accettare l’invito a fondersi anche essa nell'Associazione Sportiva Roma in quanto la Lazio era già forte di una propria storia ed identità avendo disputato diverse finali nazionali ed essendo stata fregiata del titolo di Ente Morale. L’esatta data di fondazione della Associazione Sportiva Roma è ancora oggi in discussione e si è incerti tra il 7 giugno e il 22 luglio 1927, così come non si hanno riferimenti certi sul luogo nel quale avvenne la ratifica di fusione, probabilmente presso l'abitazione dello stesso Italo Foschi.
I colori sociali che vennero scelti per la nuova società calcistica furono il giallo (tonalità oro) ed il rosso (tonalità porpora), che vennero ripresi dalla Roman Football Club che contribuì alla nascita della Roma. Come simbolo venne scelto quello della lupa capitolina su scudo bipartito. Sia il simbolo che i colori vennero scelti anche per richiamare l’interesse delle classi popolari che risiedevano nelle zone più intensive relative ai nuovi quartieri per fare in modo che la Roma avesse un seguito di tifosi maggiore rispetto a quelli della rivale Lazio. Tramite la fusione delle già esistenti squadre capitoline nell’Associazione Sportiva Roma, infatti, l’idea era quella di veicolare la propaganda fascista nel cuore dei ceti popolari romani. La Roma giocava le partite in casa presso lo stadio Testaccio, ubicato nell’omonimo rione.
Alla fine della seconda guerra mondiale la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) individuò nell'Alba una delle squadre che subirono dei soprusi durante il fascismo (fusione nella Roma per volere del Partito Nazionale Fascista) e consentì così ai vecchi soci dell'Alba di fuoriuscire dall’Associazione Sportiva Roma per poter ricostituire la società originale alla quale però venne accostato anche il nome di Trastevere e così la nuova squadra rifondata prese il nome di Alba Trastevere che riuscì, nel 1946, ad arrivare addirittura fino alla serie B.
Nel 1972 venne fondata a Roma una nuova squadra di calcio con il nome di Associazione Sportiva Lodigiani 1972 il cui titolo sportivo è poi stato rilevato nel 2004 dall’Associazione Sportiva Cisco Roma. Nel 2005, tuttavia, i vecchi dirigenti della Lodigiani ripresero lo storico nome utilizzando la denominazione Nuova Lodigiani e rinominandola nel 2008 in A.S.D. Lodigiani. Il campo della Lodigiani è attualmente quello della Borghesiana, mentre la Cisco Roma gioca le partite in casa nel quartiere di San Basilio.