Nella notte estiva tra fra il 4 e il 5 agosto dell’anno 352 l’Esquilino venne coperto da un tappeto di neve fresca, entro un preciso perimetro. Sul luogo del prodigioso avvenimento furono subito iniziati i lavori per la costruzione di una chiesa.
La tradizione, infatti, narra che quella notte la Vergine apparve in sogno al patrizio Giovanni, ricco e pio nobile romano: la Vergine gli disse di costruire una chiesa là dove avrebbe trovato, l’indomani, la neve appena caduta. Il papa Liberio segnò il perimetro della nuova chiesa seguendo le tracce della neve intatta al sole di agosto; il patrizio e sua moglie la eressero con il loro patrimonio.
Sul luogo di questa chiesa, oggi scomparsa, si troverebbe l’attuale grandiosa basilica patriarcale di Santa Maria Maggiore, per questo anche chiamata S. Maria della Neve o basilica Liberiana.
Ogni anno il miracolo viene ricordato, durante un’apposita funzione, facendo cadere petali di fiori bianchi dall’alto della cupola della cappella Borghesiana; mentre nell’agosto 1982 - e negli anni successivi - venne persino prodotta una nevicata artificiale.
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